NOTA e OTA al Congresso ESGCT: un poster sullo stato delle terapie avanzate in Italia
Al 33° Congresso annuale della European Society of Gene and Cell Therapy (ESGCT), che si è svolto ad Amburgo dal 27 al 30 ottobre 2026, NOTA ha presentato un poster realizzato insieme a Osservatorio Terapie Avanzate (OTA). Il lavoro offre una fotografia aggiornata della posizione dell’Italia nel panorama dei medicinali per terapie avanzate (ATMP) e indica le sfide che il Paese ha davanti.
L’Italia ha avuto un ruolo pionieristico nel settore. Sono nate qui la prima terapia avanzata basata su cellule staminali approvata in Europa, un prodotto di ingegneria tessutale, e la prima terapia genica ex vivo. È la prova di una ricerca accademica capace di arrivare fino al paziente. Dal 2009 a oggi l’Europa ha approvato 33 terapie avanzate: 23 sono ancora disponibili, 10 sono state ritirate dal mercato. In Italia AIFA ne ha autorizzate 17, e 16 di queste sono rimborsate dal Servizio Sanitario Nazionale, grazie anche a modelli di rimborso innovativi che hanno permesso di conciliare accesso e sostenibilità.
Il dato che più ci riguarda da vicino è quello sulla produzione. Cinque terapie avanzate approvate a livello commerciale sono prodotte in Italia, e quattro di queste sono state anche sviluppate nel nostro Paese. Accanto a questa capacità industriale c’è una rete di oltre una dozzina di officine GMP accademiche e ospedaliere autorizzate da AIFA. Sono queste strutture, in cui lavorano molti soci di NOTA, a sostenere le fasi precoci di sviluppo e le sperimentazioni cliniche.
A una ricerca di alto livello e a una solida base produttiva non corrisponde però un livello analogo di sviluppo clinico avanzato e industriale. Pesano soprattutto la scarsa presenza di aziende biotech e start-up capaci di guidare le fasi avanzate e la commercializzazione, e l’assenza di una rete coordinata di supporto alla crescita, sia pubblica sia privata.
Con la proposta di Biotech Act, la Commissione europea punta a colmare questo divario. Per l’Italia, secondo gli autori, servono due condizioni: una collaborazione più forte e sistematica tra ricerca non profit e industria, e un contesto finanziario capace di attrarre investimenti privati. L’obiettivo è sostenere l’intero ciclo di vita dei nuovi farmaci, dalla ricerca di base al mercato, perché le terapie di domani possano continuare a nascere e a essere disponibili in Italia.
